incrocio_rosso
Fonte: googlemaps

Mai nella mia vita avrei pensato di essere un fuori legge. Eppure, da quando vivo a Berlino le forze dell’ordine tedesche riescono puntualmente a trovare un pretesto per fermarmi. L’ultimo “incontro ravvicinato” è avvenuto proprio ieri mattina, a pochi passi da casa. Mi sono macchiato del reato di attraversare in bicicletta un incrocio con il semaforo rosso – NOTA BENE, incrocio parzialmente chiuso al traffico per via di lavori in corso. Nella foto sopra, bisogna immaginare la parte sinistra dell’incrocio tutta chiusa. Le macchine potevano entrare solo dalla stradina sulla destra.

La mia relazione con la Berliner Polizei è iniziata in realtà due anni fa, quando presi una multa per aver attraversato col rosso le strisce pedonali, alle tre di notte.

Multa appioppatami alle 4 del mattino
La multa appioppatami alle 4 del mattino

In quel caso, non avevo notato che l’unico veicolo fermo al semaforo era una camionetta della polizia: nonostante avesse la freccia per girare altrove, vedendomi infrangere la legge così palesemente decise di dirigersi verso di me, tagliandomi la strada e facendomi accerchiare da – non sto scherzando – almeno 6 poliziotti, tra cui due donne che non volevano sentire scuse. Avevo infranto la legge e dovevo pagare. Mi tennero un quarto d’ora immobile, al freddo di una sera di metà Novembre, mentre controllavano i miei dati e perquisivano sospettosi la mia borsa di tela, da cui spiccava il pericolosissimo libro de Lo Hobbit. Vano fu il tentativo di spiegare che in Italia, se non ci sono macchine in vista, la strada la si attraversa lo stesso… l’espressione marmorea della poliziotta che mi bloccava la strada mi fece desistere. Me ne tornai a casa a testa bassa e la settimana dopo ricevetti a casa 5, ben CINQUE Euro di multa (indirizzata tra l’altro ad una donna, perché Andrea qui è nome femminile). Se mi abbiano fatto la grazia non lo so, sta di fatto che ora prima di attraversare le strisce con il rosso ci penso due volte.

Ma torniamo al presente. Da un paio di settimane ho fatto sistemare la bici… ed è iniziata una nuova fase della mia vita. La bicicletta a Berlino signori e signore, e la città è a portata di mano!

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Che comodità, che meraviglia! La metà del tempo per tornare a casa dal lavoro, la freschezza di panorami fluviali e piste ciclabili che mi accompagnano per tutto il percorso. Ho la precedenza su tutto. Le macchine si fermano intimorite al mio attraversamento e i pedoni fuggono al mio passaggio. Per qualche giorno ho vissuto un vero e proprio delirio di onnipotenza, limitato solamente dalla prepotenza di altri ciclisti, anche loro probabilmente sopraffatti dallo stesso sentimento.

Fino a ieri. Quando ho capito che anche i ciclisti devono rispettare il semaforo rosso. Non che non l’avessi immaginato. E’ che era così bello avere la precedenza su tutto…

Il percorso è quello che faccio tutti i giorni, scendendo lungo la Petersburger Straße. Pedalo sulla pista ciclabile, il sole risplende e una piacevole brezza mi scompiglia i capelli. E poi accade tutto all’improvviso.

Non chiedetemi perché, ma da un cespuglio esce un tizio pelato con gli occhiali da sole che mi viene incontro dicendomi qualcosa. Io lo schivo e proseguo per la mia via. Dopo un po’ rallento perché sto per arrivare al semaforo. E’ rosso e dovrei fermarmi, ma sono ancora perplesso a causa del tizio e quindi guardo a destra e a sinistra e A T T R A V E R S O.

Proseguo per un centinaio di metri, quando inizio a rendermi conto dello scenario che mi sta aspettando. Ci sono almeno 3 camionette della polizia in fila indiana e una decina di poliziotti sparsi per la strada. Stanno tutti guardando nella mia direzione? Ma no … ora rallento e ci passo in mezzo. E invece un tizio con veste catarifrangente alza una paletta e mi invita a frenare. Io obbedisco e mi blocco a pochi passi da lui. Sicuramente stanno chiudendo la zona per qualche manifestazione.

Invece il tizio abbaia: “Cosa fa fermo lì, venga qui e segua il collega! “

Cazzo. Cazzo, stracazzo e ricazzo. Mi hanno visto.

Un poliziotto di mezza età mi fa segno di seguirlo. Sembra tranquillo. Fingo di non capire cosa voglia e lo seguo.

“Qui, mettiamoci all’ombra e parliamo un attimo.”

“Ok…” – inizio già ad attivare l’immaginazione ausiliaria per trovare qualche scusa.

“Lo sa che cosa ha appena fatto?”

“Ho attraversato un incrocio?” – mentre penso: Andre, digli che non hai visto il semaforo, digli che non hai visto il semaforo.

“Esatto. E cosa c’era all’incrocio?”

“Un semaforo per le biciclette?”. DOH! Troppo tardi, ammissione di colpa pure e incontrovertibile.

“Esatto. E non si attraversa con il rosso, questo lo sa?”

Da questo momento il mio unico pensiero è quanto mi sparerà di multa. Mi gioco la prima carta.

“Certo signore, lo so bene. Ma vede, la strada di lato è chiusa e ho dato per scontato che se facevo attenzione…”

“Sì, la strada è chiusa, ma se il semaforo non è spento, rimane comunque valido. Deve cercare di guidare più prudentemente quando è in bici. Sono 100€ di multa per un infrazione del genere.”

Santiapostolidigerusalemme. Sono rovinato. Mi gioco la seconda e ultima carta.

“Ha ragione ma sa … È che un tizio pelato e con gli occhiali è uscito da un cespuglio dicendomi qualcosa. Mi ha preso un po’ di panico e non ho voluto fermarmi… ”

Il poliziotto mi guarda perplesso. Attimo imbarazzante in cui accarezzo l’idea di fingere svenimento per uscire dall’imbarazzo della cazzata che ho detto.

“Si…Capisco…” continua lui “ in ogni caso, per favore guidi con prudenza. Vada pure e buona giornata!”

Lo saluto incredulo, passo a testa bassa tra gli altri poliziotti e riprendo la mia strada.

Da ieri mi fermo a ogni singolo, minimo, insignificante semaforo, a costo di farmi insultare dagli altri ciclisti sprezzanti della legge e che ancora non hanno probabilmente idea di quanto possa costare loro questa infrazione. E in conclusione a questa esperienza mi resta una domanda: ma che cavolo voleva quel tizio pelato con gli occhiali da sole???

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3 thoughts on “Un Babbano fuorilegge

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