L’ ansia da prestazione alla cassa

L’ ansia da prestazione alla cassa

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Ogni volta mi riprometto di comprare il minimo indispensabile. Pensando a cosa voglio mangiare la settimana dopo, faccio una breve lista di ciò che mi serve e puntualmente la dimentico a casa.  Tant’è che poi esco dal supermercato con almeno tre borse della spesa traboccanti e uno zaino che mi carico sulle spalle a mo’ di giogo. Ma non è colpa mia, è che devo sempre usare il carrello, che dopotutto è molto capiente. Userei anche quei cestini con le rotelline che molti supermercati mettono a disposizione – se non fossero sempre esauriti perché la gente li ruba. E’ una pratica talmente diffusa a Berlino che un noto supermercato ha fatto scrivere su tutti i cestini: “Questo l’ho rubato al (nome supermercato)”. Così se mi capita di fare spesa con questi cestini, mi sento in colpa anche se non ho fatto nulla.

Si potrebbero condurre studi scientifici sugli usi e costumi del fare la spesa in Germania: dal nome di certi alimenti (come la Götterspeise, letteralmente “il cibo degli dei” e banalmente la nostra “gelatina”.), al mono-sapore dei vegetali, ai dolci natalizi che invadono gli scaffali già da metà Settembre. In questo pezzo vorrei però dedicarmi a ciò che considero essere l’ostacolo più grande di ogni supermercato, Continue reading “L’ ansia da prestazione alla cassa”

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Le avventure di un Babbano a Berlino

Le avventure di un Babbano a Berlino

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Quando sento il desiderio di scrivere, lo devo fare immediatamente. Che sennò poi “me ne pento”, come direbbe Padre Maronno. Sarebbe già tanto se riuscissi ad aggiornare regolarmente questo blog, che da un anno ci provo, senza avere mai nulla di interessante da dire. E perché d’altronde appesantire il web di ancora un altro contenitore di inutili articoli, solo per alleggerire la mia coscienza di scrittore in erba?

A proposito di questo modo di dire, io per anni ho pensato che l’aggettivo fosse proprio “inerba”, sinonimo di inesperto, naif. Uno che poi con l’esercizio e la pratica sarebbe diventato… “erba”. Allo stesso modo fino ad una certa età, ho creduto che dopo il quindici venisse il “diciassei”. Poi un giorno giocando a nascondino qualcuno mi sentì contare e mi urlò che si diceva sedici. Io protestai che avevo sempre detto così e nessuno mi aveva mai ripreso. Col passare del tempo però mi resi conto che no, “diciassei” non andava bene e faceva solo ridere. Ma allora io come avevo fatto ad andare avanti diciassei anni della mia vita usandolo? Forse proprio per queste ed altre sbadataggini ad un certo punto gli amici cominciarono a chiamarmi Babbano (nella forma abbreviata Babbans): nel gergo potteriano si tratta di una persona che non ha poteri magici, ma il termine rimanda anche ad una persona sbadata, un babbeo. Sta di fatto che una volta affibbiato, questo soprannome non me lo sono più tolto.

E che c’entra questo con il blog? Continue reading “Le avventure di un Babbano a Berlino”